Dopo quattro anni abbiamo riaperto oggi la funivia di Monte Faito. Un intervento carico di un importante valore simbolico: anche quando si hanno responsabilità istituzionali è possibile mantenere la parola data.

Un ringraziamento va agli amministratori – il presidente dell’Eav Umberto De Gregorio, il commissario straordinario di Castellammare di Stabia Claudio Vaccaro, il sindaco di Vico Equense Benedetto Migliaccio – e ai tanti consiglieri regionali presenti questa mattina a testimoniare l’impegno e l’attenzione del consiglio regionale per il decollo turistico e la valorizzazione di questo territorio. Siamo impegnati in un lavoro all’ultimo respiro per tentare di creare opportunità di lavoro per tutto il territorio.

Ci eravamo impegnati ad attivare la funivia di Monte Faito e la funicolare di Montevergine. Oggi abbiamo riaperto l’impianto di Monte Faito e fra un mese faremo lo stesso a Montevergine, un motivo di grande soddisfazione e una prova di serietà e di rispetto per i cittadini. Poi c’è il valore dell’opera in sé: è chiaro che la funivia rappresenta un incentivo straordinario allo sviluppo di attività turistiche. Salire su questa funivia e ammirare il panorama intorno, dal mare alla pianura vesuviana, è uno spettacolo da brividi. Ora dobbiamo incentivare tutto quello che serve a far decollare attività economiche, dobbiamo migliorare la viabilità stradale, avere anche lavori di manutenzione più puntuali in queste zone, portare l’acqua in maniera continua: tutto quello che è necessario per dare vita poi ad un’economia turistica che intorno alla funivia può decollare a partire dal termalismo. Serve organizzazione, lavoriamo con impegno per questo. L’importante è cominciare a fare il primo passo e a dare primi concreti segnali per voltare pagina. Diamo così fiducia ai cittadini, agli operatori.

La Regione è ripartita. Da Castellammare parte un messaggio di fiducia e di speranza per tutta la nostra regione.

Vico Equense – Domenica 23 ottobre all’Hotel Sant’Angelo a Monte Faito si è svolta la Tavola Rotonda “La castagna di Monte Faito, attrattore territoriale, tra minacce e opportunità” organizzata da Slow Food Costiera Sorrentina e Capri con l’ausilio degli operatori del Faito riuniti in FaiRete, della Conpait (Confederazione Pasticceri Italiani) e con il patrocinio morale del Comune di Vico Equense. Successivamente visita ai castagneti con gli esperti intervenuti ed il pranzo a base di castagna, fiordilatte vicano filato sul posto da Francesco Di Martino di Moiano e i prodotti tipici del territorio, presso il Ristorante La Cinciallegra, a cura dello Chef Giovanni Somma. «Le politiche di sviluppo degli anni 50 hanno portato al collasso delle zone costiere e l’abbandono delle zone montane. La parziale integrità di queste sono una risorsa dalla quale ripartire, pensando innanzitutto ai giovani, con l’idea in testa di turismo di qualità, destagionalizzato e dove l’identità delle comunità locali siano la ricchezza di questo processo. C’è bisogno di fare rete, associazioni, operatori economici, istituzioni, aprendosi agli altri ed in particolare alle esperienze che stanno maturando nelle altre comunità locali degli Appennini. L’agricoltura è centrale a tutte queste esperienze, e lì dove c’è una alta qualità di vita dei residenti, essa diventa garanzia della qualità dell’esperienza dei turisti, ecco perché si deve pensare in modo sistemico a tutta la filiera, riprendendo in modo intelligente le nostre risorse e le nostre tradizioni» – queste le parole di saluto di Mauro Avino presidente della Condotta Slow Food Costiera Sorrentina e Capri – «La Castagna è l’elemento simbolico che unisce tutte le comunità di montagna ed è per questo che invito l’Amministrazione qui presente e tutte le Associazioni interessate a fare rete ed entrare a far parte del tavolo nazionale di discussione convocato da Slow Food Italia ‘Gli Stati generali delle Comunità dell’Appennino’» I lavori, aperti da Laura del Pezzo Assessore di Vico Equense con delega ai fondi europei ed al Faito, hanno visto subito sul tavolo l’impegno attivo del Comune, già mobilitatosi per accedere a tutti gli strumenti necessari per il rilancio del Monte Faito. Con l’intervento di Michelina Ruocco ricercatrice del Cnr-Ipsp si è entrati nel vivo del tema – «La Regione Campania impegnata nella lotta al Cinipide ha costituito intavolo dei castanicoltori campani e sarebbe bene che anche il Faito fosse rappresentato» – invito subito raccolto dagli operatori presenti e dal Comune – « Quest’anno in Campania si registrerà una perdita del 95% dei raccolti. La difesa dei castagni passa necessariamente da interventi complessivi sui castagneti, che passano dalla corrette potature, della pulizia dei boschi, da una gestione virtuosa. Il cinipide non è l’unico problema, il nostro Istituto sta conducendo ricerche approfondite sui marciumi che attaccano le castagne, ulteriore problema che si sta diffondendo sempre di più». Il naturalista e giornalista pubblicista Ferdinando Fontanella ci porta nella s toria mondiale del castagno e quella più recente del Faito che vide grande protagonista il Conte Giusso. A cavallo tra l’800 e ed i primi del 900, diminuendo la necessità di legno per la costruzione delle navi nei cantieri di Castellammare di Stabia, portò i castagni dall’avellinese sul Faito anche come contributo all’economia locale. “Il castagno è un albero non solo da frutto, ma anche da legno o come risorsa del paesaggio. Dovremmo averne grande cura e recuperare i nomi legati agli usi locali. Da noi localmente le caldarroste venivano dette ‘e’ verole’ e così dovremmo riprendere ad appellarle, perché nei nomi c’è una storia da raccontare, una narrativa dell’identità dei nostri luoghi”. Giacomo Vanacore presidente della neo costituita rete di imprese FaiRete Monte Faito illustra il percorso che si vuole intraprendere per il rilancio del Faito e rilancia la disponibilità degli operatori locali ad essere più protagonisti nella gestione del territorio e nella responsabilità del paesaggio fonte di sviluppo e di benessere. « Forse anche noi abbiamo delle pecche, ma oggi abbiamo maturato la consapevolezza che solo insieme possiamo e dobbiamo camminare, questo per il bene nostro come operatori economici e per il bene di tutti quelli che amano il Faito. Dovremo crescere per essere capaci di attrarre tutto l’anno gli amanti della montagna, soprattutto noi che abbiamo una montagna speciale che si specchia nel mare delle due costiere più belle del mondo » «Sono davvero colpito da tutto quanto esposto così bene in questa tavola rotonda» – interviene Antonio Vanacore – «e sicuramente garantisco la disponibilità della Confederazione Pasticceri del cui direttivo nazionale sono membro, per supportare le iniziative che si vorranno mettere in atto per questo progetto così bello. Io da cittadino amo il Faito ed auspico una sua rinascita. Sarei davvero felice se potessi ritrovare i motivi per tornare a frequentare la nostra montagna. Ho lavorato e trasformato queste castagne bellissime che mi sono state fornite da uno dei pochi produttori rimasti e le ho trovate straordinarie. Ridiamo valore anche ai sapori dei nostri boschi, perché il cuore passa anche per la gola» Il Sindaco di Vico Equense Andrea Buonocore, chiude i lavori. «Non è più tollerabile, per noi che viviamo nel Comune con la maggiore vocazione agricola della costiera, sapere che le nostre anche se piccole produzioni agricole, non siano presenti sulle tavole di tutte le nostre famiglie. Il consumismo della società moderna erode ed indebolisce fino alle ossa la nostra comunità. Sono i benvenuti tutti quelli che cercano di riannodare questo legame spezzato e Slow Food che si occupa di gastronomia, cioè dei buoni prodotti dalla terra al piatto, è la benvenuta. Come promesso oggi Faito ha un Assessorato con una delega specifica, siamo già al lavoro. Vico c’è !»